06 Sep 2018

Beatrice Mazza

Non è facile comprendere a pieno il significato della parola mindfulness. La parola inglese viene tradotta come consapevolezza, presenza mentale o pienezza della consapevolezza della mente. Questa pratica, non è un’abilità cognitiva, ma una modalità di essere sostenuta da un’attenzione non giudicante, non selettiva nei confronti di se stessi e degli altri, momento dopo momento. È un invito a mantenersi svegli, vivi e ben radicati nelle esperienze che si stanno vivendo.

Il fitness e mindfulness coach Beatrice Mazza

Vi siete mai chiesti quanto siete realmente presenti nelle azioni che compiete ogni giorno?

La società in cui viviamo ci chiede di fare sempre più cose, spesso siamo di fretta, affannati e la nostra mente è occupata da mille pensieri e impegni. Risulta quindi sempre più difficile rendere un gesto quotidiano, come per esempio un pranzo, una chiacchierata con un amico o una doccia, un’esperienza vissuta con concentrazione. Il pilota automatico guida le azioni che compiamo, impedendoci di assaporarle davvero. La Mindfulness è, dunque, una disciplina che insegna a coltivare l’attenzione in modo saggio, pulito e salutare. Uno degli scopi è quello di conoscere se stessi e il proprio mondo per ciò che realmente sono, senza i filtri della mente. Osservare la nostra esistenza con uno sguardo nuovo, accettando ciò che la vita presenta, radicandosi nel momento presente. Questo permette di diminuire i livelli di stress. Vivendo “qui e ora” si può esprimere e liberare il proprio potenziale e la propria creatività. I rimpianti riguardanti il passato e le aspettative per il futuro, cedono il posto alla pienezza del momento presente.
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Quali sono i benefici della pratica della mindfulness?

La riduzione dello stress è uno dei principali benefici di una pratica costante e prolungata nel tempo. Gli studi hanno confermato una riduzione dell’ansia, della depressione e dello stress somatico. Riducendo lo stress vi è un aumento delle emozioni positive. Anche il sistema immunitario quindi, diventa più forte e resistente. Aumenta la capacità di concentrazione, cioè di focalizzare specificamente l’attenzione su qualcosa senza che questa venga distorta da altri stimoli. Un altro beneficio non indifferente riguarda il concetto di reattività emozionale. “Quando ti arrabbi in che modo lo manifesti? Quanto tempo passa prima che la tua mente torni ad uno stato di quiete?” La mindfulness lavora sul modo in cui noi entriamo e usciamo da uno stato emozionale, come per esempio la rabbia o la tristezza. Infine la pratica della consapevolezza porta benefici anche nelle nostre relazioni con gli altri. Infatti, aumenta sia l’intelligenza emotiva che le connessioni sociali. Il senso di connessione con gli altri aumenta e la capacità di esprimere le proprie emozioni si affina.
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Vediamo ciò che la mindfulness non è:

  • Non è un metodo per rilassarsi: seppur praticando la mindfulness si possa beneficiare di una mente più calma, questo non è il vero scopo della pratica;
  • Non è un trucco per evitare esperienze spiacevoli: “pain is inevitable, suffering is optional” H. Murakami infatti, ricorda che se il dolore è inevitabile, la sofferenza dipende in gran parte da come ci rapportiamo all’esperienza negativa che ci ha colpiti. La mindfulness lavora sulla risposta al dolore;
  • Non è una religione: la mindfulness nasce proprio per dare la possibilità di fruire delle pratiche di consapevolezza senza la cornice religiosa in cui è fiorita;
  • Non è una magia: non promette che in una settimana il vostro modo di vivere cambierà, ci vuole pazienza e dedizione. Più si dà alla pratica, più rende. 
  • Non è svuotare la mente: al contrario infatti porta una persona ad essere più recettiva

Due esercizi con cui avvicinarsi alla mindfulness

Walking meditation, o meditazione camminata, è un ottimo esercizio con cui iniziare la propria pratica di consapevolezza. È un’alternativa valida per chi fa fatica a stare seduto a lungo e per chi vuole proseguire con la concentrazione anche fuori casa. Come si esegue? Esprimete il vostro intento, cioè decidete che una particolare camminata sarà la vostra esperienza di mindfulness. Potete farlo mentre andate alla metro, mentre camminate per raggiungere l’ufficio o quando tornate a casa la sera coi sacchetti della spesa. Restate consapevoli, vigili di tutto ciò che il vostro corpo vi comunica. Percepite il contatto del piede a terra, la contrazione e la decontrazione dei muscoli durante ogni passo. Ascoltate il ritmo del vostro respiro. Concentratevi sull’aria che entra e l’aria che esce dal vostro naso. Concentratevi anche sulle sensazioni che la passeggiata vi sta dando. Ogni volta che interviene un pensiero esterno, che affiora un impegno o una preoccupazione nella vostra mente, tornare a concentrarvi sul movimento delle vostre gambe. Non pensate ai passi, percepiteli. 
 
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Mindfuleating, tradotto letteralmente significa mangiare consapevolmente. Quando è l’ultima volta che avete mangiato in modo consapevole con attenzione? Quasi sempre si mangia senza pensare, si ingurgita il cibo di fretta, perché si deve mangiare senza che vi sia una reale attenzione nei gesti che si compiono o nel colore, nell’odore e nel sapore degli alimenti. Rallentare il momento del pasto, non solo permette di godersi di più il cibo, ma aumenta la consapevolezza di ciò che stai introducendo nel tuo corpo. Il rapporto con il cibo migliorerà in maniera incredibile. 
E tu, sei pronto a vivere in maniera più consapevole la tua quotidianità? Inizia da oggi, scegli un’attività specifica e vivila a pieno. Assapora le sensazioni che provi e domani ripeti questo gesto. 

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