28 Feb 2021

Marzia Nicolini

Sotto la presidenza reazionaria di Bolsonaro, il territorio dell'Amazzonia brasiliana è sempre più in pericolo. Ciascuno di noi può dare il proprio contributo alla salvaguardia del pianeta, iniziando dall'eliminare o almeno ridurre il consumo di carne

amazonian rainforest

C'è speranza per la Foresta Amazzonica?

Secondo la giornalista e scrittrice di San Paolo Vanessa Barbara, poca, pochissima. Il Brasile, ricorda in un interessante e lungo articolo pubblicato dall'edizione USA di "Vogue", sta attraversando una fase socio-politica che lascia pochissimi spiragli di luce a chi ha a cuore la salute del pianeta. Che, come sappiamo, dipende strettamente dal benessere delle regioni (un tempo) coperte da vegetazione. Il fatto è che, come ricorda l'autrice, la selvaggia operazione di deforestazione in Amazzonia è aumentata sensibilmente sotto la presidenza reazionaria di Jair Bolsonaro, completamente ostile alla causa ambientalista (e non solo a questa). La soluzione proposta da Vanessa Barbara? Un'assunzione di responsabilità a livello individuale, cercando di attenersi a uno stile di vita realmente rispettoso dell'ambiente. A partire dalla dieta vegetariana.

Vegetarismo come forma di resistenza: una scelta più che mai attuale

Cosa c'entra la dieta cruelty free con la salvaguardia del pianeta? Ben più di quanto si possa immaginare. Diventare vegetariano è uno dei quattro contributi che, ciascuno di noi, può dare alla lotta contro il cambiamento climatico, insieme ad avere un figlio in meno (la sovrappopolazione è un'altra, cruciale emergenza), al rinunciare all'automobile e all'evitare o al ridurre al minimo sindacale i viaggi aerei, specie su lunga tratta.

Mai più cedere alla retorica del "l'uomo mangia carne dalla notte dei tempi".

Il fatto è che, come forse già saprete, il settore del bestiame rappresenta quasi il 15% delle emissioni globali di gas serra, concorrendo all'innalzamento delle temperature e all'inquinamento atmosferico, con tutte le conseguenze sugli habitat naturali che – a questo punto – tutti noi dovremmo conoscere. Da cui la scelta dell'autrice Vanessa Barbara: mai più prodotti di origine animale.

D'altronde, già nel 2010 le Nazioni Unite hanno riferito che una significativa riduzione dell'impatto dei gas serra potrebbe essere possibile solo ed esclusivamente con "un cambiamento sostanziale della dieta a livello mondiale, eliminando i prodotti di origine animale".

Se poi non si intende rinunciare in toto al consumo di alimenti animali, è doveroso limitarne le quantità, scegliendo prodotti di piccoli allevamenti locali e controllati. Anche l'assicurarsi il benessere degli animali in questione e il sapere che la loro vita non è stata quella di impotenti prigionieri di allevamenti-lager dovrebbe iniziare a diventare una nostra priorità.

Da non rimandare ulteriormente.

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