09 Jan 2021

Marzia Nicolini

Ebbene sì, assecondare (ascoltandolo) il proprio orologio interno può renderci più felici, più sani, più snelli e più riposati. Lo sanno bene i cronobiologi. Ecco gli accorgimenti per riuscirci

Classicamente ce ne accorgiamo al cambio dell'ora, quando le lancette dell'orologio vanno spostate avanti o indietro, a seconda della stagione: l'impatto di quei 60 minuti sulle nostre giornate a venire è potente, in termini di lucidità mentale, qualità del riposo, tono dell'umore, per non parlare dell'appetito. La ragione viene ben spiegata dagli scienziati specializzati in temi circadiani: con quello shift di un'ora i nostri orologi biologici interni subiscono uno scossone che, specie per i soggetti i più sensibili ai cambiamenti, richiede il dovuto tempo di adattamento.

Avete mai sentito parlare di cronotipo?

In tempi piuttosto recenti si è diffuso il concetto di cronotipo, con il quale ci si riferisce all'orologio interno geneticamente determinato di ciascuno di noi, deputato alla gestione dei tempi ottimali di sonno e di attività. Si tratta, appunto, di un orologio personale, vale a dire che c'è chi necessita di poche ore di riposo per ricaricarsi e chi senza le canoniche otto ore di sonno non connette (letteralmente), chi è molto attivo le prime ore del giorno, chi si risveglia mentalmente dal tardo pomeriggio in poi, e via dicendo. C'è tuttavia una regola valida per tutti: sintonizzandosi con il proprio, personalissimo ritmo circadiano, assecondandolo e non sforzandosi di modificarlo, otterrete moltissimi vantaggi, nel breve, medio e lungo termine. Ve ne citiamo solo alcuni per darvi un'idea: maggiore aspettativa di vita, migliore gestione del peso, riposo di qualità, umore stabile, lucidità mentale, produttività.

Mettersi in ascolto del proprio orologio interno e smetterla di opporsi

Niente formule magiche, niente formulette strane: il solo modo per vivere in equilibrio al proprio ritmo circadiano consiste nell'affinare l'ascolto del proprio corpo e delle sue precise istanze. Se siete la classica allodola, vale a dire che la mattina siete iper attive e la sera crollate dalla stanchezza, evitate di stravolgere i vostri ritmi, ad esempio cenando molto tardi e andando a dormire dopo le 23: vi procurereste solo un enorme carico di stress. Un'ottima idea è quella di seguire la dieta circadiana, come quella messa a punto dal medico, ricercatore e autore bestseller del "New York Times" Dr. Michael Roizen. Nel suo manuale "What to Eat When", l'esperto spiega in che modo alimentarsi a seconda del momento della giornata, poiché a ogni fase del giorno corrispondono determinati alimenti ottimali. Un classico esempio? Per il pasto serale, meglio evitare qualsiasi tipo di cibo e bevanda che affatichi e renda laboriosa la digestione, così come andrebbero limitati gli zuccheri, dato che il post cena prevede il tempo dedicato al riposo, in cui non serve alcun tipo di sprint energetico (anzi).

Un altro consiglio ripetuto dalla scienza circadiana, particolarmente utile in tempi di pandemia e home working: sì al digital detox almeno un paio di volte a settimana, affinché la luce blu non attivi eccessivamente lo stato di allerta mentale e di stress da notifica. Ma la regola base resta una, tanto semplice, quanto rivoluzionaria: ascoltarsi. Provateci!


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