25 Apr 2021

Marzia Nicolini

Vi presentiamo una giovane donna dai molti talenti, capace di reinventarsi e rimboccarsi le maniche quando le cose non girano per il verso giusto. Ha studiato Lingue, ma i suoi primi lavori sono stati in ambito moda. Poi, durante il primo, durissimo lockdown, Francesca ha deciso di trasformare la sua più grande passione – il Pilates – un mestiere a tutti gli effetti. Vi raccontiamo la sua storia, certi che potrà ispirarvi.

E sì, Francesca entra a tutti gli effetti nel team di donne legate ai temi a noi più cari: benessere inside out, spiritualità, cura del sé. Stay tuned :)

francesca sandrone

Ci racconti qualcosa di te e del tuo background?

Sono nata a Torino, ma di torinese ho sempre avuto molto poco. Dopo il liceo linguistico mi sono trasferita a Milano per studiare all'Università Cattolica, dove mi sono laureata in Scienze Linguistiche (forse più per far contenti i miei genitori che per me: io avrei voluto frequentare la scuola Marangoni). Mentre scrivevo la tesi ho iniziato a lavorare per un piccolo brand di calzature. Dovete sapere che la moda e il fitness sono le mie passioni principali, le coltivo da quando sono bambina. Anche se tutti mi dicevano che non ce l'avrei mai fatta, ho trasformato la mia passione in professione.

In che modo?

Inizialmente facendomi le ossa nel settore moda: sei anni tra Milano, Londra e Parigi, lavorando a testa bassa, con molti sacrifici e altrettante soddisfazioni. Poi, in tempi più recenti, con il fitness, anzi, più precisamente con il Pilates.

Come hai scoperto questa disciplina?

L'amore per il Pilates nasce una decina d'anni fa, quando ho iniziato ad allenarmi con il matwork, per poi passare all'allenamento sul reformer in un piccolo studio milanese in zona Porta Genova. Ho iniziato così un lavoro di tonificazione e, soprattutto, di miglioramento della postura. Ai tempi ero molto timida e questo faceva sì che tendessi a tenere una postura errata, in un movimento di chiusura, quasi per proteggermi dall'esterno. Ho avuto un'insegnante eccezionale, tanto che sono tornata da lei per la mia formazione. Non ho più smesso, continuando a praticare la disciplina con l'amore dei primissimi tempi. Un colpo di fulmine a lunghissima durata!

Come sei riuscita a trasformare la tua più grande passione in mestiere?

Il Pilates è diventato la mia professione dopo un percorso lungo e complesso di formazione, che ha senza dubbio richiesto un briciolo di pazzia. Ho investito su me stessa in un momento in cui tutti mi suggerivano un'altra strada. Di buono o di cattivo c'è che sono una persona tenace, focalizzata sui miei obiettivi, specie a livello professionale. Per rispondere alla domanda: prima dell'arrivo del Covid mi occupavo di vendite per il mercato italiano presso uno showroom multibrand di Milano. Poi siamo entrati in lockdown e ho pensato che questo strano momento poteva trasformarsi in un'opportunità per uscire dall'ordinario e ribaltare la mia vita.

Oggi che cosa fai?

Propongo lezioni di Pilates online sfruttando Zoom e sto lavorando al progetto #stayfitwithf che sarà pronto in pochi mesi. Insegno sia Sculpt Pilates, che Pilates classico.

Qual è la differenza tra i due?

Il primo è un metodo che nasce negli Stati Uniti, un crocevia dinamico tra Pilates classico (di cui sono insegnante certificata) e allenamento funzionale (in cui ho una specializzazione). L'allenamento con sottofondo musicale va a tonificare i muscoli allungandoli, sopperendo all'ansia di tutte le donne di avere muscoli troppo spessi è un fisico androgino. Il Pilates classico resta il preferito da molte donne, specie dalle over 50: si tratta di una disciplina che segue sequenze ben definite e studiate in modo che gli esercizi e le transizioni siano perfettamente legate l'una all'altra.

Che attrezzi sono richiesti?

Un tappetino, ovviamente, oltre a circle, fitball, elastici e cavigliere e polsiere da 1 chilo.

Quali sono i valori per te più importanti?

Senza dubbio l'onestà, il rispetto e la perseveranza, senza i quali sono sicura che non avrei fatto neanche un passo da sola.

Che cosa ti ha insegnato il Pilates?

Il Pilates mi ha dato una lezione di disciplina, mi ha insegnato la necessità dell'equilibrio tra sfera fisica e mentale, aiutando a staccare la spina quando serve. Vi confesso che faccio parte di quel gruppo di persone che non stacca mai il cervello: la mia mente lavora costantemente e il Pilates mi aiuta moltissimo, perchè quando pratichi non puoi permetterti di pensare ad altro, dato che si richiede completa concentrazione sul flow. Per me, una portentosa medicina.

Riesci effettivamente a mantenere un buon equilibrio tra lavoro e vita privata?

Ci sono giorni in cui inizio a lavorare alle 7 del mattino e finisco alle 8.30 di sera. L'equilibrio tra tempo per sé e tempo dedicato alla carriera va mantenuto in piedi, ma è fragile e assai sottile. Sono fortunata perché ho vicino a me persone comprensive, che mi stimano e capiscono il perché non possa essere reperibile e disponibile sempre. Appena posso cerco di ritagliarmi del tempo per i miei affetti: è un bisogno irrinunciabile.

Quali sono i tuoi rituali anti stress?

Prendermi del tempo per me stessa, in primis. Adoro dedicarmi un un bel bagno caldo ascoltando musica, oppure regalarmi un massaggio nel mio centro preferito o fare una passeggiata.

Quali sono i tuoi accorgimenti healthy nella vita di tutti i giorni?

Sono sempre stata una persona dallo stile super healthy. Questo perché amo mangiare sano, non la sento come una condanna imposta da qualche nutrizionista. I miei accorgimenti a tavola? Prima di tutto fare attenzione all'origine del prodotto alimentare che sto comprando, preferendo sempre cibi di qualità. Uso poco sale e molte spezie, non bevo spesso alcolici e, in compenso, bevo tantissimo estratti Depuravita e tè, il Pu-erh è il mio preferito: drenante e anti età.

Quali sono delle figure di donna che ti ispirano?

Nel mondo del fitness sicuramente Megan Roup e Shannon Nadj, donne che si sono imposte in un mercato saturo di offerta, sapendo creare un proprio business di successo, proponendo metodi di allenamento innovativi. A livello personale, invece, sicuramente la mia nonna materna, che chiamavamo "Generale". Una donna dalla grande forza di volontà, così coraggiosa da andare contro le regole imposte dalla società dell'epoca per seguire l'amore, capace di realizzarsi come moglie, madre e donna. Mi manca tanto. 

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